I Pagliacci in campo per aiutare Anna, la mamma ternana che ha perso gli arti per un tumore inesistente

TERNI – “Stiamo sostenendo la causa di Anna, sperando nel coinvolgimento di tutta la città visti gli elevati costi delle protesi. I Pagliacci sono impegnati in questa raccolta fondi, ma serve l’aiuto di tutti”.

L’appello di Alessandro Rossi è per Anna Leonori, 46 anni, ternana, che ha perso gambe e braccia a causa degli interventi che ha subito per un tumore che non c’era.

Un calvario, durato quattro interminabili anni, che non ha tolto ad Anna il sorriso e la voglia di lottare.

Anna ha seguito i consigli di Bebe Vio, a Terni per i campionati di scherma paralimpica, che l’ha indirizzata nella clinica di Budrio.

“Lì ti seguono passo dopo passo e non sei un numero. Si tratta però di cure sono molto costose e senza aiuti sarei costretta a sospenderle” dice Anna, con due figli di 9 e 13 anni da crescere.

Per Anna Leonori si sono mobilitati i vigili urbani di Terni e i dipendenti della Treofan e ora a sostenere la sua causa c’è anche la onlus I Pagliacci, guidata da Alessandro Rossi. Da 10 anni in prima linea per alleviare la degenza dei bimbi nel reparto di pediatria dell’ospedale di Terni, dove a breve inaugura la sala cinema, e presente laddove c’è bisogno.

“Il mio è un appello ai cittadini e alle istituzioni: aiutiamo Anna a vivere una vita il più possibile normale” dice Alessandro Rossi, che sta valutando di estendere la raccolta fondi su una piattaforma web.

Per sostenere Anna Leonori c’è il conto corrente di Banca Intesa San Paolo (IT20G0306914413100000001302).

 

Uncinetto urbano. Bruna Vecchietti onlus “colora” l’oncologia dell’ospedale

TERNI – L’hobby antico della nonna a Terni diventa street art e “vestirà” l’albero di Natale 2019 all’esterno del reparto di oncologia dell’azienda ospedaliera Santa Maria.

L’idea, una novità assoluta per la città, è dell’associazione Bruna Vecchietti onlus.

Che chiama a raccolta chiunque abbia la passione per la maglia e per l’uncinetto e la voglia sfrenata di colorare l’ospedale a colpi di fili intrecciati: ago, ferri e uncinetto.

“Cerchiamo sferruzzatrici assatanate, uncinetto-maniache e tutte le appassionate di lavori a maglia – dicono Bruna Vecchietti e Simona Angeletti – perché per Natale 2019 dovranno essere 3000 i quadrotti da assemblare per rivestire di colore ambienti, come quelli dedicati ai pazienti oncologici, che di colori hanno tanto bisogno. Per questa iniziativa servono tanti gomitoli di lana di tutti i colori e speriamo ci saranno donati dai ternani, sempre molto sensibili quando si parla di solidarietà”.

La onlus, da anni in prima linea nel sostenere le persone in difficoltà con raccolte alimentari e scambi di oggetti, ha già tolto il grigio da molti muri della città dipingendo tanti murales colorati.

Chiunque volesse contribuire alla realizzazione dell’albero per l’oncologia dell’azienda ospedaliera di Terni può rivolgersi all’associazione Bruna Vecchietti: ass.brunavecchietti@gmail.com; 347 7043555.

 

“Cerchiamo un’ostetrica per la missione in Uganda”. Sessanta ragazze rispondono all’appello di Icad

AMELIA – “Per la prossima missione di febbraio-marzo, ricerchiamo un’ostetrica che affianchi il personale sanitario locale della Maternità di Morulem, nord Uganda, regione del Karamoja”.

Il post pubblicato 6 giorni fa da Icad onlus di Amelia, ha avuto un successo insperato.

Luca Del Moro, presidente dell’associazione, ha già ricevuto da tutta Italia più di 60 candidature di giovani ostetriche interessate a questa esperienza: “È una cosa straordinaria – dice –  considerate anche le preoccupanti notizie che circolano in questi ultimi tempi, come il rapimento di Silvia Romano e di altri operatori. È bellissimo intervistare queste giovani ragazze, sentire il loro entusiasmo e la loro voglia di aiutare altre donne lontano dalla propria casa mettendo in secondo piano anche i potenziali rischi.”

Nel frattempo la dottoressa Cecilia Manolino di Chieri (TO), che ha già confermato la sua adesione alla missione, ha appena iniziato il corso sulla sicurezza sul campo “bSAFE” dell’Agenzia UNDSS dell’ONU, obbligatorio per il personale che opera in questi contesti.

“Per Icad la sicurezza è sempre al primo posto. La missione di novembre scorso fu annullata a seguito di alcuni focolai di Ebola e di altri problemi logistici – spiega Luca Del Moro – e al momento la situazione è stabile. A fine febbraio sarà avviata la nuova missione che prevede la partecipazione di una o due ostetriche, che avrà come obiettivo la costruzione della cucina e del magazzino, il rifornimento di medicinali per la Maternità, l’ispezione delle 7 scuole di cucito con consegna di nuovi materiali. A Kaabong, cercheremo di concludere la costruzione di un piccolo pronto soccorso a favore degli IK, una tribù di cacciatori e raccoglitori. A Karenga, contiamo di riavviare la scuola di cucito. A Kampala, incontreremo un contatto del luogo che vorrebbe costruire una scuola per bambini abbandonati. A Lorengedwat, incontreremo Padre George per ispezionare lo stato della piccola officina. Infine puntiamo a rafforzare la nostra collaborazione con la popolazione locale facendo partecipare alla missione anche una ragazza del luogo. Purtroppo ultimamente, a causa dei ritardi, abbiamo perso l’opportunità di collaborare in un progetto finanziato dalla Comunità Europea”.

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