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dicembre 2018

Nel 2019 nasce il Cesvol dell’Umbria

L’atto di fusione tra i due centri di servizio per il volontariato che operano in Umbria è stato firmato questa mattina alla presenza del notaio, Mario Biavati.

Dal primo gennaio 2019 ci sarà un unico Centro a carattere regionale, il Cesvol Umbria, così come previsto dal codice del terzo settore per le Regioni con meno di un milione di abitanti.

Per l’Umbria si è giunti alla definizione del nuovo assetto regionale a seguito di un percorso, che ha visto in campo una commissione politico-strategica, composta da rappresentanti dei Csv, del Comitato di gestione del fondo speciale per il volontariato dell’Umbria, e della Regione Umbria, in continuità con il percorso di integrazione funzionale dei centri di servizio già avviato nel 2009.

Il Cesvol Umbria dovrà essere in grado di valorizzare le esperienze e le buone pratiche maturate in questi 20 anni di attività dei Cesvol, riposizionandole su un piano regionale ed integrandole con i nuovi “compiti e funzioni” che scaturiscono dalla normativa e che sono socialmente e culturalmente emergenti.

Il nuovo Centro di servizi per il volontariato intende assicurare una logica evolutiva capace di valorizzare quello che è stato fatto fino ad oggi, mantenendo lo stesso rapporto con tutte le 12 zone sociali dell’Umbria.

Il 2019 sarà un anno di transizione, che consentirà al nuovo ente di arrivare con gradualità alla definizione del nuovo assetto regionale, prevedendo forme di collaborazione e di gestione comune dei servizi che saranno realizzate in modo progressivo ed in continuità con le programmazioni degli anni precedenti che, a partire dal 2013, includevano già una parte comune regionale ed una parte autonoma.

L’ospedale di Terni si prende cura delle persone con disabilità. Grazie al Cad più di 100 prestazioni in 9 mesi

TERNI  – Le analisi del sangue per Luca non sono più un problema.

Francesco ha superato il terrore dell’anestesia con un piccolo accorgimento pensato da chi, all’interno dell’ospedale, lavora per rendere meno stressante il ricovero ospedaliero delle persone con disabilità.

Per le persone fragili anche i rumori o i tempi di attesa possono costituire veri e propri ostacoli per poter accedere ai servizi di diagnosi e cura.

Da qualche mese all’ospedale di Terni c’è un reparto virtuale che consente alle persone con disabilità di accedere con facilità alle cure sanitarie.

E’ il Cad, centro accoglienza disabilità, che facilita l’accesso ai servizi sanitari del “Santa Maria”.

Un’equipe di 8 persone che, lavorando nei vari reparti, si è messa a disposizione per la buona causa.

Al servizio si accede chiamando il numero verde 800505083, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30.

“Era una necessità molto sentita da genitori e caregivers ed è stata accolta anche grazie alla disponibilità del personale ospedaliero” scrivono le associazioni A.Fa.D., AICE Umbria, Aladino, ANGSA Umbria, C.A.R.T.A. Autismo, Comunità di Capodarco di Perugia,  INTEGR@MENTE, L’orologio di Benedetta, Un volo per Anna. “Il nuovo servizio è a costo zero e questo dimostra che, quando c’è la buona volontà, le cose si possono fare”.

In poco più di nove mesi il Cad ha preso in carico 34 persone per un totale di 76 prestazioni che comprendono sia la diagnostica di laboratorio e strumentale che le visite specialistiche.

Ben più complessa, nell’ambito della rete nazionale Dama, l’attività dedicata a persone con gravi disturbi cognitivo relazionali, ai quali da luglio il team multidisciplinare garantisce un’assistenza personalizzata, che tiene conto delle loro necessità e che non utilizza mezzi di contenzione. Nell’ambito di questa attività, 11 sono state le persone prese in carico da luglio, per un totale di 24 prestazioni  già effettuate in sedazione e altre 3 già programmate.

L’equipe è composta da Stefano Cappanera, Massimo Rizzo, Domenico Frondizi, Rita Commissari, Marsilio Francucci,  Donatella Perugini, Lorella Angeli e Agnese Barsacchi.

Dalle associazioni il “sentito ringraziamento al direttore generale, Maurizio Dal Maso e a tutto il personale sanitario che ogni giorno si adopera per dar vita al servizio, auspicando che questo progetto possa essere esteso in tutte le altre aziende Sanitarie presenti nella nostra regione”.

 

Concorso “Babbo Natale sei tu…”. Premi agli studenti di San Gemini

SAN GEMINI – Si sono messi nei panni di Babbo Natale che, a causa delle ristrettezze finanziarie, può soddisfare i desideri di una sola delle tante lettere che sono rimaste nel suo capiente sacco.

I lavori dei ragazzi anche quest’anno hanno dato prova di grande fantasia e maturità, affrontando anche tematiche serie e di grande attualità.

Il concorso è “Babbo Natale sei tu…”, rivolto agli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado e organizzato dal Centro Sociale e Culturale “San Gemini”.

La premiazione nei locali del centro sociale di San Gemini, alla presenza del vice sindaco, Ivana Bouché, della dirigente scolastica Antonella Rivelli e del presidente del Cesvol e del Comprensorio Umbria Sud dell’ancescao Lorenzo Gianfelice

Ecco i vincitori dei numerosi premi messi a disposizione dall’organizzazione, tablet,  dizionari d’italiano, libri sui grandi personaggi della storia e gadget:  per la V° A, Caterina Lo Storto,  per la V° B Camilla Antonini,  per la 3° C Nicolò Zedda.

Vincitrice assoluta del concorso è stata l’alunna della terza D della scuola secondaria di primo grado, Giulia Ronca che, in una sorta di introspezione psicologica, cerca con Babbo Natale di trovare la forza per diventare una donna matura fugando le incertezze del suo carattere.

Ben 16 le segnalazioni speciali per lavori di ragazzi e ragazze che hanno dato prova della loro capacità di raccontare emozioni e sensazioni.

Dal Centro Sociale anche un contributo per la scuola di San Gemini.

Il Ce.s.Vol. svolge la sua attività con le risorse del fondo speciale per il volontariato, amministrato dal Comitato di gestione dell'Umbria e alimentato dalle seguenti fondazioni.
Fondazioni casse di risparmio di: Perugia, Terni e Narni, Spoleto, Foligno, Orvieto, Citta di Castello e la Fondazione Monte dei Paschi di Siena
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