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aprile 2014

Pubblicate le graduatorie relative alla Bando di sostegno a progetti di solidarità

Il Cesvol della provincia di Terni, si scusa per il ritardo nella pubblicazione delle graduatorie relative al “Bando per la raccolta, selezione e sostegno di proposte per lo sviluppo di progetti di solidarietà e di impegno sociale”.

Il ritardo, dovuto a problematiche relative all’erogazione del fondo destinato al finanziamento di tali progetti da parte della Fondazione Cassamarca, ha indotto ad un prolungarsi oltre tempo dei lavori da parte della Commissione Valutatrice.

Ad oggi la citata Fondazione ha erogato solo il 50% dell’importo previsto, riducendo la disponibilità da € 81.439,97 ad € 72.966,03.

Pertanto le graduatorie che pubblichiamo sono 2 ovvero:

1) progetti finanziati (n.12) rientranti nelle graduatorie distinte per le tre Zone Sociali

2) progetti finanziati (n.4) rientranti nella graduatoria Provinciale determinata dal saldo tra i progetti finanziati nelle zone sociali e i fondi attualmente disponibili relativi al 50% della Fondazione Cassamarca

La proposta delle diverse graduatorie da parte della Commissione valutatrice è stata approvata dal Consiglio Direttivo del Cesvol della provincia di Terni nella seduta del 24 febbraio 2014 e in data 05 aprile 2014 formalizzata dal Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato, autorizzando lo stesso Centro Servizi a procedere al finanziamento dei progetti ammessi sulla base delle procedure del Bando.

A breve verrà comunicata alle Associazioni vincitrici, la data per l’incontro per informazioni tecnico-operative.

Ecco le graduatorie:

Graduatoria_ambito_10

Graduatoria_ambito_11

Graduatoria_ambito_12

Graduatoria_provinciale

Casellario giudiziale per datori di lavoro: cosa fare

ADEMPIMENTO

Dal 6 aprile 2014 è in vigore il Decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 39, emanato in attuazione della direttiva europea 2011/93/UE relativa alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile, che sostituisce la decisione quadro 2004/68/GAI (14G00051).

Come noto, la novità introdotta dalla norma stabilisce che i datori di lavoro che a partire dal 6 aprile 2014 instaureranno rapporti di lavoro che prevedono contatti diretti e regolari con minori, dovranno acquisire, per ognuno dei lavoratori che si intende impiegare, il certificato di casellario giudiziale al fine di verificare l’esistenza di condanne per i reati di cui agli articoli 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quinquies e 609-undecies del codice penale.

L’adempimento ricade solo sui lavoratori e non sui volontari. Rispetto ai rapporti di lavoro diversi dai subordinati e parasubordinati quali, ad esempio, i rapporti di lavoro accessorio, le collaborazioni con professionisti con p.iva, ecc., è opportuno verificare il concetto di “contatto diretto e regolare” nell’attività esercitata nei confronti dei minori. Si rende noto che il Coni ha emesso una circolare di venerdì 4 Aprile 2014 in cui sottolinea che l’adempimento non è a carico delle associazioni sportive dilettantistiche che si avvalgono di coloro i quali percepiscono i compensi di cui all’art. 67, comma 1, lett. m), del TUIR (cosiddetti collaboratori sportivi ex “legge Pescante”).

Il casellario giudiziale è lo schedario istituito presso la Procura della Repubblica di ogni Tribunale che raccoglie e conserva gli estratti dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria o amministrativa per consentire la conoscenza dei precedenti di ciascun soggetto. Presso il Ministero della Giustizia esiste il casellario centrale che è il terminale di tutti i casellari locali. L’ufficio del casellario giudiziale rilascia i certificati penali su richiesta delle autorità giudiziarie e amministrative o dei singoli privati che possono richiedere solo il proprio certificato. Con il Decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 39, si introduce la facoltà che un datore di lavoro possa, previa il consenso dell’interessato, chiedere il certificato del casellario giudiziale del lavoratore.

SEDI E COSTI

La richiesta del certificato si effettua presso l’ufficio del casellario giudiziale, esistente presso ogni Procura della Repubblica. In allegato riportiamo i moduli per la richiesta del certificato e per l’acquisizione del consenso del lavoratore.

I costi del certificato sono quelli attualmente previsti dalla legge:

  •  una marca da bollo da 16 euro
  • una marca per diritti da 3,54 euro se il certificato è richiesto senza urgenza
  • una marca per diritti da 7,08 euro se il certificato è richiesto con urgenza

Ricordiamo che in virtù delle esenzioni dall’imposta di bollo previste a norma di legge, le ONLUS, le organizzazioni di volontariato, le organizzazioni non governative, le cooperative sociali potranno ottenere il certificato senza il pagamento dei 16 euro.

VALIDITA’ TRANISTORIA DELLA DICHIARAZIONE DEL LAVORATORE

In risposta alle osservazioni effettuate dagli enti interessati dal provvedimento sui tempi di rilascio dei certificati di casellario giudiziale, la seconda nota di chiarimento ministeriale del 4 aprile 2014 (questa la notizia su Infocontinua) consente in modo transitorio -per la sola prima fase di applicazione della nuova normativa- l’impiego del lavoratore anche soltanto una volta acquisita dallo stesso una dichiarazione sostitutiva di certificazione circa l’assenza a suo carico di condanne per i reati di cui agli articoli 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quinquies e 609-undecies del codice penale. Affinché tale condizione sia valida e legittima, è necessario che il datore di lavoro abbia comunque inoltrato richiesta di acquisizione del certificato del casellario giudiziale del lavoratore. Nel caso in cui il datore di lavoro sia privato, nelle more dell’acquisizione del certificato del casellario, sempre che questo sia stato comunque già richiesto, il Ministero ritiene che si possa procedere all’assunzione di personale previa ottenimento di una dichiarazione del lavoratore sostitutiva dell’atto di notorietà, avente analogo contenuto della dichiarazione sostitutiva di certificazione.

PRIVACY

La circolare ministeriale 3 aprile 2014 ha specificato che: “in aderenza ai principi dettati dal codice in materia di protezione dei dati personali, l’ufficio del casellario centrale sta operando sul sistema informativo gli interventi necessari per fornire al datore di lavoro il certificato di cui al richiamato articolo 25, che contenga però le sole iscrizioni di provvedimenti riferiti ai reati espressamente indicati nell’articolo 25 bis.”

Nelle more, gli uffici locali del casellario presso ogni Procura della Repubblica forniranno al datore di lavoro, che dimostri di avere acquisito il consenso dell’interessato, l’attuale certificato penale del casellario giudiziale di cui all’articolo 25 del T.U., denominato “certificato penale del casellario giudiziale (art. 25 bis in relazione all’art. 25 D.P.R. 14/11/2002 n. 313)”.

Restano da chiarire altri aspetti correlati alla privacy con particolare riferimento al consenso del lavoratore.

INFORMAZIONI

Per eventuali chiarimenti o informazioni è possibile contattare il servizio di help desk del Ministero della Giustizia, al numero telefonico 06 – 97996200

Allegati:

Dichiarazione sostitutiva per casellario giudiziale

Modello richiesta certificato penale casellario giudiale

[Fonte: Infocontinua TerzoSettore]

 

CERTIFICATO GIUDIZIARIO: RIENTRATO ALLARME PER I VOLONTARI IMPORTANTE!!!!

Il 22 marzo 2014 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (serie generale n.68) il Decreto legislativo n. 39 del 4 marzo 2014 contenente, in attuazione della direttiva europea 2011/93/UE, misure rafforzative della lotta contro i reati di pedofilia.

Il decreto prescrive che tutte le organizzazioni che impegnano personale (volonatrio o meno) le cui mansioni comportino contatti diretti e regolari con minori dovranno richiederne certificato giudiziale pena pesanti sanzioni amministrative pecuniarie fra 10mila e 15mila euro.

Il Decreto ha suscitato numerose questioni e incongruenze conseguenti l’applicazione della norma anche in relazione all’impatto organizzativo ed economico dell’attività delle Organizzazioni di Volontariato e degli enti del Terzo Settore in generale.

Questioni relative a Quali sono i soggetti coinvolti ai sensi dell’art. 2 D. Lgs. 39/2014 (concetto giuridico attività volontaria/lavorativa secondo relativa Direttiva UE) o L’applicazione della norma è riferita solo ai nuovi rapporti di lavoro/volontari oppure è da considerare il pregresso? e ancora Privacy: come devono essere considerati i dati recepiti dai casellari giudiziali?

Alle numerose domande sollevate il Ministero ha dato risposta con una specifica Circolare in cui sembrava però sollevare nuovi dilemmi a cui ha dato pronta risposta con due Note esplicative (Nota di chiarimento 1Nota di chiarimento 2).

Di seguito si prova a riprendere tutte le domande e a dare le risposte:

Quali sono i soggetti coinvolti ai sensi dell’art. 2 D. Lgs. 39/2014 (concetto giuridico attività volontaria/lavorativa secondo relativa Direttiva UE)?

L’applicazione della norma è riferita solo ai nuovi rapporti di lavoro/volontari oppure è da considerare il pregresso?

1. l’adempimento non riguarda tutti quegli enti che impiegano volontari per attività rivolte a minori.

In merito ai volontari la nota riporta i seguenti passaggi:

“Esse – si ribadisce – valgono soltanto per l’ipotesi in cui si abbia l’instaurazione di un rapporto di lavoro, perché al di fuori di questo ambito non può dirsi che il soggetto, che si avvale dell’opera di terzi, assuma la qualità di “datore di lavoro”.

Non è allora rispondente al contenuto precettivo di tali nuove disposizioni l’affermazione per la quale l’obbligo di richiedere il certificato del casellario giudiziale gravi su enti e associazioni di volontariato pur quando intendano avvalersi dell’opera di volontari; costoro, infatti esplicano un’attività che, all’evidenza, resta estranea ai confini del rapporto di lavoro.”

2. Secondo quanto riportato nella Nota Esplicativa n. 1, l’adempimento “di richiesta del certificato casellario giudiziale” riguarda quei datori di lavoro che intendano stipulare nuovi contratti di lavoro con persone che comportino contatti diretti e regolari con minori “e quindi prima dell’assunzione al lavoro”.

 

E’ previsto un termine per le organizzazioni/datori di lavoro per mettersi in regola?

I datori di lavoro dovranno procedere alla richiesta per tutti i nuovi contratti a partire dal 6 aprile.

 

Chi controlla l’adempimento previsto dalla norma? Chi irroga la sanzione?

Entrambe le note non riportano alcun passaggio sui controlli e sulle sanzioni.

 

La richiesta del certificato penale è fatta dall’organizzazione in nome e per conto del personale impiegato o in nome proprio?

Le richieste devono essere fatte dal datore di lavoro. La Seconda Nota Esplicativa precisa che il datore di lavoro “privato”, nelle more dell’acquisizione del certificato del casellario, e cioè fin tanto che il sistema possa strutturarsi rispetto alle nuove disposizioni conseguenti all’applicazione della normativa, e comunque sempre che puntualmente richiesto, possa procedere all’assunzione in forza di una dichiarazione del lavoratore sostitutiva dell’atto di notorietà, avente il medesimo contenuto della dichiarazione sostitutiva di certificazione, eventualmente da far valere nei confronti dell’organo pubblico accertatore la regolarità della formazione del rapporto di lavoro.

 

Sono previste ulteriori esenzioni (ad es. imposta di bollo) rispetto a quelle già previste?

 

Le ONLUS, le organizzazioni di volontariato, le organizzazioni non governative, le cooperative sociali potranno usufruire dell’esenzione d’imposta.

 

Gli uffici del Cesvol e le strutture territoriali ssaranno a disposizione del tessuto associativo per eventuali chiarimenti e per comunicare ulteriori evoluzioni attraverso il portale www.cesvol.net

 

 

[FONTE: https://www.giustizia.it; http://www.gazzettaufficiale.it; http://www.csvnet.it; http://www.infocontinuaterzosettore.it]
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